La vendemmia del Bardolino è iniziata con circa una settimana di anticipo rispetto alle medie del passato e, dopo una stagione segnata da temperature elevate e scarsa piovosità nei mesi estivi, porta in cantina uve sane, con buone gradazioni e una buona dotazione di acidità. Sono queste le prime indicazioni che arrivano dai circa 2.400 ettari vitati della denominazione, dove la raccolta è cominciata nei giorni scorsi.
Il quadro delineato dal Consorzio di tutela del vino Bardolino è quello di un’annata che, sul piano qualitativo, si presenta molto bene. Il caldo ha inciso soprattutto sulle quantità, che dovrebbero risultare leggermente inferiori alla media, mentre la qualità delle uve viene giudicata alta. A fare la differenza sono state anche le piogge arrivate nel corso della stagione e, in particolare, quelle più recenti, che hanno restituito ai vigneti un equilibrio idrico favorevole proprio in prossimità dell’inizio della raccolta.
«Sarà una vendemmia degna del Centenario di nascita del Consorzio», sottolinea il presidente Fabio Dei Micheli. Una ricorrenza importante per l’organismo di tutela, che festeggerà i suoi cento anni dal 9 all’11 ottobre, quando la vendemmia sarà ormai nelle sue fasi finali o appena conclusa.
La stagione era partita con condizioni favorevoli, grazie a un andamento climatico caratterizzato da temperature miti e da piogge che, nella prima parte dell’anno, hanno consentito alle viti di mantenere una buona disponibilità d’acqua. Poi, con l’arrivo di luglio, le temperature sono salite e le precipitazioni si sono fatte più rare, mettendo le piante sotto pressione. In questo passaggio ha avuto un ruolo importante l’irrigazione, presente sull’intero territorio della denominazione e gestita in modo da accompagnare le vigne nella fase più delicata dell’estate. Il risultato, secondo la relazione tecnica del Consorzio, è un patrimonio di uve che arriva alla raccolta con gradazioni elevate, acidità soddisfacente e condizioni sanitarie ottimali.
Non è stata però una stagione senza criticità. Alcuni episodi di grandine hanno interessato aree circoscritte del territorio, provocando in determinati casi anche danni importanti. Si tratta tuttavia di fenomeni localizzati, che non sembrano modificare il quadro complessivo della vendemmia.
Il Bardolino si prepara così a una raccolta che, nelle previsioni del Consorzio, dovrebbe portare a una produzione complessiva di circa 20 milioni di bottiglie nel 2026, distribuite in maniera sostanzialmente equilibrata tra le due Dop Bardolino e Chiaretto. Numeri che raccontano la dimensione di una denominazione fortemente radicata nel territorio e rappresentata da oltre 800 soci, con una rappresentatività del Consorzio pari al 92%.
Ora saranno le cantine e il lavoro in vigneto a determinare il volto definitivo dell’annata. La buona sanità delle uve e l’equilibrio raggiunto dopo un’estate impegnativa rappresentano una base favorevole, ma è nel passaggio dalla vigna alla cantina che si misurerà davvero il carattere della vendemmia 2026. Per il Bardolino, dunque, il centenario del Consorzio arriva insieme a una raccolta che parte sotto buoni auspici, con la qualità al centro e un territorio che, ancora una volta, si confronta con il clima senza rinunciare alla propria identità.
VENDEMMIA BARDOLINO 2026, UVE SANE NEL SEGNO DEL CENTENARIO DEL CONSORZIO




