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I consigli

del nostro doctor sommelier

Thomas Coccolini Haertl

 

Oinoe Rosso Parma Barbera Bonarda 2022 Colli di Parma DOC

Ultima settimana dedicata ai rossi poi passeremo ai vini bianchi fermi, sempre alternati con bollicine. Ritorniamo sui colli di Parma visitando Oinoe, la “Città del vino” dall’antica Grecia, che è fra le terre a cui si attribuisce la nascita del vino stesso. Ed è un ritorno, visto che abbiamo già incontrato Alex Cerioli, l’anno scorso con il suo progetto contemporaneo, a partire dalla cantina, un edificio in parte ipogeo che esplicita l’idea di rispetto del territorio e poi prosegue nella lavorazione delle uve con un criterio di sostenibilità. Cerioli è partito con la sua famiglia dalla bassa Mantovana, dove avrebbe voluto iniziare l’attività vitivinicola, arrivando nel 2013 alla frazione Guardasone, non lontano da Traversetolo, attratto dal valore potenziale delle colline parmensi. Da poche migliaia di bottiglie, 20 ettari di terreno vitato, Oinoe cresce fino a raddoppiare la produzione e le coltivazioni, portando in cantina uve vinificate con bassissimo utilizzo di solfiti aggiunti. Barbera, malvasia di Candia aromatica, merlot, sauvignon blanc, chardonnay, pinot bianco e lambrusco maestri sono le uve coltivate che entrano in tante combinazioni fra le varie etichette di vini fermi, frizzanti metodo Martinotti e spumanti Metodo Classico.

 

Oinoe Rosso Parma Barbera Bonarda 2022 Colli di Parma DOC

Questo rosso fermo si apprezza in gioventù ed è frutto di una breve sovramaturazione dell’uva sulla pianta che consente la concentrazione di zuccheri e polifenoli nell’acino. Le uve raccolte a mano fermentano a contatto con le bucce per circa 30 giorni e dopo la separazione delle fecce rimangono in tini d’acciaio. Il vino riposa per almeno dieci mesi in serbatoi d’acciaio, oltre a una ridotta percentuale in tonneaux, segue l’affinamento in bottiglia per quasi un anno. Le vigne di queste uve, cuvée di barbera al 75% e bonarda al 25%, hanno alcuni filari con età di oltre 50 anni. Il risultato è un vino che imprime il carattere della barbera, dal colore rosso fra il porpora e il rubino intenso, con un palato sempre fresco, nonostante la gradazione di 15,5% Vol. che a tratti si fa sentire, pur non portando mai il palato a sovrapposizioni tanniche ed astringenze eccessive. Il frutto rosso domina l’olfatto, fra ciliegia matura e susina, arricchito da una piccola pungenza speziata con cenni di fiori rossi. Finale di discreta longevità, sempre orientato verso le freschezze e sensazioni di frutta in confettura mai troppo carica di zuccheri.

 

Abbinamento di mare: spiedini di pesce spada, peperone e melanzane grigliate con erbe aromatiche

Abbinamento di terra: tagliolini al culatello di Zibello