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I consigli
del nostro doctor sommelier
Thomas Coccolini Haertl
Fantesini Silene Metodo Classico Brut Rosato 2020
Con la primavera salgono le temperature e le bollicine ci aiutano a respirare aria d’estate. Questa settimana la dedichiamo alla cantina Fantesini, sulla prima collina reggiana. Siamo a Bibbiano, ove si colloca il luogo di nascita del Parmigiano-Reggiano. Da un vecchio grande podere con anche gli animali, nonno Dante – che negli anni ’20 vendeva vino sfuso – dopo la mezzadria ha riscattato le terre. Alla seconda generazione Felice e Pietro hanno introdotto le prime bottiglie, aprendo la strada ad Alessandro, che con Cesare Bigi conduce l’azienda di circa 7 ettari. Una volta la vite qui era la “pianteda”, che cresceva abbracciata agli olmi, un mondo rurale fatto di cascine fra Emilia e Lombardia, in parte ritrovato nel cinema di Ermanno Olmi. Fantesini a più tappe ha rinnovato vigne e cantina, dai primi anni 2000, rimanendo legato alle terre emiliane con nomi dei vini e toponimi come Prati della Tomba. La colonna sonora qui è il liscio che ancora si balla in balera e nelle sagre di paese e uno dei loro vini è il Battagliero, proprio come la composizione omonima di Tienno Pattacini, musicista e paroliere nato agli inizi del secolo scorso a Barco, poco distante.
Fantesini Silene Metodo Classico Brut Rosato 2020
Sono davvero tante le etichette della cantina, fra rifermentati in bottiglia, vari metodo charmat e spumanti metodo classico, ma anche vini fermi, oltre a un raro passito da uve malbo gentile dedicato al Dante di famiglia. Spicca la varietà autoctona sgavetta vinificata metodo classico, che sull’etichetta dal delicatissimo colore rosa tenue ha per nome completo “Prima della notte io e Silene nel prato”. Uno spumante schietto, deciso, dal dosaggio extra brut che rivela le piccole quantità visto il completamento a mano dell’etichetta. La sosta sui lieviti in questo caso è prossima ai 40 mesi, per un vino che nel colore è di un rosa intenso, prossimo a note di arancione brillante, luminescente. La bollicina fine invade il calice con buona permanenza e presto l’olfatto riceve note di lampone, piccoli frutti di bosco e la croccantezza dei lieviti, oltre a sentori di petali di rosa. Al palato questo spumante subito si allarga apparendo dapprima lievemente morbido e fruttato, gastronomico, poi scivola via piuttosto verticale, deciso verso una persistenza fresca, lievemente agrumata, mai astringente.
Abbinamento di mare: filetto di orata gratinata al forno con erbe mediterranee e succo d’arancia
Abbinamento di terra: tagliatelle al ragù reggiano




