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I consigli
del nostro doctor sommelier
Thomas Coccolini Haertl
Heritage-Francesco Intorcia
Avvicinandoci all’autunno, seppure ancora siano presenti temperature da piena estate calda, andiamo in Sicilia per esplorare un altro territorio rispetto a mete già precedentemente percorse sull’isola. Siamo a Marsala, questa volta non per godere del vino fortificato italiano famoso nel mondo, ma per trovare un grillo in purezza, l’uva che usualmente ne da origine. E chi è andato alla ricerca proprio delle origini territoriali di questo vitigno è Francesco Intorcia, della cantina omonima e il suo progetto Heritage che riparte dalla storia, non per il solito discoro retorico, ma perché con papà Antonio ha lavorato a un recupero delle radici e della memoria. Oltre al pregevole progetto sul Marsala, in particolare attingendo a botti conservate come scrigni di un passato da riportare alla luce, per i Vergine, Dolce e Semisecco della vendemmia 1980, Francesco, con alcune etichette dedicate al vitigno più caratteristico del territorio, ha saputo ritrovare un grillo vero, coltivato proprio in riva al mare, alla ricerca di quelle note salmastre che rendono schietto e sincero questo vino bianco italiano. Persino unico.
Heritage-Francesco Intorcia Grillo Sicilia DOC Vignarara 2024
Non ci si sorprende, camminando verso il tempio di Segesta, oppure ammirando l’area archeologia di Selinunte, se l’aria che si respira è quella di una storia vera fatta di secoli, che ci avvisa della presenza dell’uomo con testimonianze uniche, di pietra, che ci raccontano di vita e di vite. Qua, a occidente della Sicilia, è chiaro che il vino si è sempre fatto, oltre l’etichetta che tanti produttori cercano di incollare sulla propria identità. Francesco Intorcia ha voluto imbottigliare un grillo vero, raccogliendo le uve che crescono in riva al mare, immerse nell’acqua salata lungo una costa colpita dalla tramontana e dal maestrale. In cantina i lieviti non sono quelli standardizzati che rendono questo vino uguale agli altri. Nessun compromesso per Vignarara, la cui sapidità è una forza espressiva non per tutti, ma certamente coerente al lavoro che ci sta dietro. Dal colore oro scarico, brillante senza ombre verdoline, questo vino può bersi giovane, tanto sulla longevità di questo vitigno se ne ha certezza col Marsala. Olfatto che sa di mare e di alghe, di mediterraneo potente, fra fiori bianche ed essenze speziate. Il palato fa storia a sé, tagliente ed elegante al tempo stesso, di lunga persistenza.
Abbinamento di mare: cous cous alla trapanese (cùscusu)
Abbinamento di terra: falsomagro e ratatouille di verdure




