Alla scoperta di una tradizione vinicola lunga tre generazioni, tra rispetto biologico, sfide climatiche e uno sguardo rivolto al futuro.

Focus

A Covignano, salendo lungo la via che divide le due frazioni collinari, a 110 metri sopra il livello del mare e a soli otto chilometri in linea d’aria dalla costa adriatica, sorge Villa Otto Lune.

 Tre generazioni e un legame antico

 La storia di questa tenuta affonda le radici nel tempo. Già tra il 1600 e il 1900, i Conti Zavaglia possedevano, in questa zona, la cantina storica dove i produttori locali conferivano le proprie uve.

Il vero cambio di passo per la famiglia dell’attuale proprietario avviene nel secondo dopoguerra: è il 1961 quando Dini Giovanni e suo fratello decidono di trasferirsi qui, portando con sé l’esperienza di una dinastia di agricoltori giunta oggi alla sua settima generazione.

Inizialmente, l’azienda non si dedicava solo alla viticoltura, ma ospitava una policoltura tradizionale che includeva cereali, semi, uliveti per la produzione di olio e persino animali.

Nei primi anni 90, il padre dell’attuale proprietario prende in mano le redini dell’azienda, ma è con la generazione successiva, cresciuta a pane, vigna e cantina, che nasce una passione totale per un progetto ambizioso: la valorizzazione assoluta e monovitigno del Sangiovese.

Il proprietario dell’azienda oggi è Matteo Dini, sommelier e vignaiolo d’eccellenza. 

La scienza nel calcare e la forza del mare

 A Villa Otto Lune nulla è lasciato al caso. Alla base del nuovo corso della cantina ci sono studi approfonditi sulla composizione della superficie di 12 ettari di terreno, esposti a est, ovest e sud.

I vigneti poggiano su una combinazione di calcare attivo e argille marnose, un territorio ideale per dare struttura ed eleganza al vitigno simbolo della Romagna. In particolare, il vigneto marnoso, che ha ormai 16 anni, dimostra l’efficacia delle tecniche di mantenimento a lungo termine: in questi suoli le radici delle viti penetrano in profondità anno dopo anno, andando a raccogliere preziosi elementi minerali assenti in superficie.

La vicinanza del mare gioca un ruolo determinante. La brezza marina costante che sale dalla costa adriatica svolge un’azione fondamentale: asciuga la vegetazione dalle rugiade e dall’umidità, prevenendo la formazione di funghi e malattie. Questo alleato naturale ha permesso alla cantina di ottenere e mantenere la certificazione biologica da ben 16 anni, riducendo al minimo l’uso di trattamenti.

 Il lavoro manuale contro il cambiamento climatico

 La filosofia della cantina impone l’obiettivo di produrre pochissima uva per ogni singola pianta. Questa scelta consente di concentrare nei grappoli le sostanze polifenoliche e gli zuccheri, innalzando drasticamente la qualità del vino. Per fare questo, il lavoro manuale è imprescindibile: ogni grappolo viene curato affinché riceva la perfetta quantità di luce e aria.

Nelle argille marnose l’acqua si accumula e si conserva nei mesi più caldi, diventando una riserva preziosa. La gestione del vigneto oggi si concentra proprio sul lavoro in campo permitigare gli effetti del cambiamento climatico di questi anni, permettendo alla pianta disuperare le forti siccità estive senza perdere l’equilibrio produttivo.

 Il retroscena del nome

 Il nome “Otto Lune” nasce dal profondo rispetto per le otto fasi lunari. Il proprietario ha avuto tre grandi maestri, tra cui uno storico viticoltore, classe 1933, che gli ha tramandato i segreti più importanti. Questo anziano agricoltore rifiutava categoricamente prodotti chimici di sintesi, studiando invece i cicli della luna e pianificando ogni singola operazione agricola in base ad essi. Il nome è un tributo a quella promessa: capire la natura e ricordare alle generazioni future che tutto ciò che coltiviamo finisce dentro il nostro corpo.

 La filosofia del marketing e le novità future

 In un mondo dominato dal digitale, la cantina Villa Otto Lune mantiene un approccio molto autentico. Pur curando i canali social e il sito web, Matteo Dini ha confidato una grande verità del mestiere: «Il vero marketing è saper raccontare la propria storis». Significa fare degustazioni sul posto, stringere mani e farsi conoscere di persona, trasmettendo la passione direttamente a chi assaggia il vino.

La visita si è conclusa con un’esclusiva su importanti novità future. Ora non ci resta che aspettare e gustarci il loro splendido vino Marnoso.

IRIS CORBARI