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I consigli
del nostro doctor sommelier
Thomas Coccolini Haertl
Vitivinicola Valla
Torniamo in Emilia, questa volta alla ricerca di un bianco fermo. Un territorio vocato alla coltivazione della vigna è quello di prima collina della Val Tidone, nel piacentino. Qui c’è la Barbera, la Croatina per le uve rosse, l’Ortrugo e la Malvasia di Candia Aromatica per le bianche. Sono colline che staccano rapide dalla pianura e respira già aria di Oltrepò Pavese, su terreni con una sana ventilazione, che assomigliano di fatto ai territori limitrofi, usualmente più blasonati del piacentino. Oltre la Barbera che qui è lo stesso ceppo delle terre di Langa, il Gutturnio (Barbera e Bonarda), è il rosso che si incontra più spesso, sia frizzante rifermentato in bottiglia che fermo. Davide Valla vinifica come una volta, senza la tecnologia del freddo, sfruttando la cantina ipogea ereditata dai nonni; ha trasferito sulle sue vigne l’esperienza più che decennale fatta in altre cantine del territorio. Coltiva due appezzamenti rivolti verso est/sud-est per le uve rosse e nord-est per le bianche, favorendo freschezza, acidità che arriva nel calice. In cantina c’è il torchio, le vasche in cemento e il saper fare legato a una vinificazione che rispetta il territorio con interventi in vigna quasi biodinamici, seguendo i cicli lunari.
Vitivinicola Valla Colli Piacentini 21.01 Malvasia DOC 2024
Da uve Malvasia di Candia Aromatica raccolte manualmente, è frutto dei soli vigneti di proprietà nel comune di Ziano Piacentino. La sua particolarità origina dal terreno delle viti, un misto di argille nere e sassi tufacei-calcarei che conferiscono al vino note sapido-minerali. La macerazione è in vasca di cemento, pigiatura dopo 24 ore con torchio verticale e fermentazione in piccole vasche a temperatura naturale. Segue quindi un affinamento di 6 mesi a contatto con le fecce nobili, e un ulteriore affinamento in bottiglia prima di finire in commercio. Il nome si deve al figlio di Davide Valla, nato il 21.01 e alla prima annata di questo vino, la 2021. Di colore giallo oro intenso e luminescente, al naso la tipicità di uva aromatica arriva equilibrata, tendendo al frutto di albicocca matura, con lievissimi effluvi corroboranti ove prevalgono sempre le note morbide, pur tracciando uno sfondo più complesso, fra echi officinali e consistenze minerali. Al palato cambia l’immagine spostandosi verso durezze decisamente maggiori, acido-sapide in prevalenza, con discreta astringenza alcolica, rimanendo anche largo in bocca e di buona persistenza.
Abbinamento di mare: maccheroncini al ragù di scorfano, pomodoro e peperoncino
Abbinamento di terra: pisarei e fasö




