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I consigli
del nostro doctor sommelier
Thomas Coccolini Haertl
Braida Bricco dell’Uccellone 2021 Barbera d’Asti DOCG
Rimanendo ancora sui rossi fermi, finché il caldo della primavera inoltrata non ci farà spostare verso i vini bianchi, andiamo in Piemonte con una delle uve tipiche di questo territorio, la barbera. Entriamo quindi nella DOCG di Asti, una denominazione che ben rappresenta questa varietà che deve essere rigorosamente considerata al femminile, anche quando si parla di vino, come vogliono loro, i piemontesi. La storia ci restituisce questo vitigno coltivato in Langa da sempre, bevuto in Piemonte al pari del Dolcetto, che forse sta un po’ subendo la flessibilità di questa Barbera, concepita sia come vino pronto e fresco, vinificato solo in acciaio, sia più complessa: dalla maggior parte delle aziende del territorio è vinificata, oggi, in legno, forse anche per rispondere a quel pubblico che inseguirebbe Barolo e Barbaresco, talvolta tutto prenotato nelle annate migliori e dal prezzo che può diventare proibitivo. Braida è un nome autorevole e altrettanto noto, un’azienda vinicola localizzata a Rocchetta Tanaro, in provincia di Asti, oggi nelle mani di Raffella e Giuseppe, nel solco tracciato da Giacomo Bologna.
Braida Bricco dell’Uccellone Barbera d’Asti DOCG
Sono tante le etichette che esaltano questo vitigno sotto il nome di Braida: da La Monella, che sovvertiva l’idea dei vini fermi piemontesi, a Curej, Montebruna, Bricco della Bigotta, Ai Suma, che si spinge alla vinificazione di uve vendemmiate tardivamente, dal 1989 per volontà dello stesso Giacomo Bologna contro il parere di tutti. Bricco dell’Uccellone è un vino emblematico. Dal sito aziendale: “L’Uccellone era il soprannome di una donna che viveva nella collina delle vigne. Il suo naso ricordava il becco di un uccello, in più vestiva sempre di nero: questo le valse il soprannome in paese.”
Ma torniamo al vino che si presenta di colore rosso porpora intenso, ancora in gioventù con riflessi fra il rubino e il granata, difficilmente penetrabile dalla luce per questa 2021 con una gradazione alcolica pari a 16,5%, quasi imbarazzante. E non siamo di fronte a una Barbera Superiore. La connotazione di frutto rosso maturo caramellato e amarene sotto spirito ne rivela gli sbuffi alcolici che non si moderano nemmeno nella gentile boccata carica di terziario dovuto alla maturazione in barrique per 15 mesi. L’insieme, nella sua complessità, concede ancora alcuni riverberi vegetali che ci aspettiamo dalla Barbera.
Abbinamento di mare: —
Abbinamento di terra: da meditazione accompagnato da Raschera DOP stagionato




