Il vino non è più soltanto un calice da degustare, ma sempre più spesso un territorio da vivere.
Ed è proprio nei ponti di primavera che l’enoturismo conferma quanto il desiderio di esperienze autentiche stia cambiando il modo di viaggiare degli italiani.
Per il 25 aprile quasi un italiano su due sceglierà di trascorrere la giornata fuori casa, privilegiando gite, picnic e brevi soggiorni di prossimità, con un ritorno sempre più evidente verso campagna e borghi rurali. È quanto emerge dall’analisi di Coldiretti, secondo cui saranno circa 350 mila gli ospiti attesi negli agriturismi italiani tra pranzi e pernottamenti.
A sostenere questa tendenza non c’è soltanto la ricerca di relax, ma la crescita di un turismo esperienziale che vede proprio il vino tra i protagonisti. Secondo Campagna Amica, accanto all’ospitalità tradizionale aumentano le richieste di degustazioni in cantina, percorsi tra i filari, incontri con i produttori e soggiorni che uniscono cucina del territorio e cultura rurale.
In Italia le aziende agrituristiche attive sono oggi 26.360: oltre 21 mila offrono alloggio, più di 13 mila propongono ristorazione e 6.750 organizzano degustazioni, segno di un comparto che ha trovato nel vino una delle sue espressioni più dinamiche. Il dato interessante è che il visitatore non cerca più soltanto una bottiglia, ma l’esperienza che quella bottiglia racconta.
Dalla vigna alla tavola, il 25 aprile conferma così una trasformazione ormai evidente: il vino italiano continua a essere un motore economico, ma diventa sempre di più anche una forma di viaggio lenta, consapevole e identitaria, capace di restituire valore ai territori che lo custodiscono.
25 APRILE, CRESCE L’ENOTURISMO: IL VINO E IL SUO TERRITORIO GUIDANO IL RITORNO ALLE GITE DI PROSSIMITÀ




