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I consigli
del nostro doctor sommelier
Thomas Coccolini Haertl
Questa settimana rimaniamo sempre fra le bollicine emiliane, vista la calura, alla ricerca di un bianco frizzante da bersi assai fresco. Andiamo a visitare Matteo Fangareggi, ultima generazione di questa cantina della bassa reggiana, che dal 2013 ha saputo trasformare la realtà vitivinicola di famiglia nata nel 2005 dalla grande passione di Giuseppe, fondatore dell’azienda, cresciuto in mezzo alle vigne del nonno Augusto, dopo l’acquisto del primo vigneto a Canolo di Correggio. Oltre ai grandi conferitori e le vendemmie a macchina, c’è chi lavora le uve a mano e cerca la qualità. Le variopinte etichette ci portano in un mondo onirico, grazie alla fantasia di una designer che ha esternato la vivacità, il fermento di ciò che è dentro alle bottiglie ricche di bollicine. Matteo ha riportato in auge i rifermentati in bottiglia e il Metodo Classico. Il suo “L’altro” da uve sorbara vinificate in bianco è uno spumante che troviamo spesso sulle tavole dei migliori ristoranti emiliani; non dosato, è lo specchio del carattere schietto dei reggiani e modenesi di pianura, che guardano alla sostanza, senza fronzoli e sempre pronti a battute anche pungenti, come le note dure, piacevolmente acidulo di questi vini.
Vitivinicola Fangareggi Selvadeg Bianco Pignoletto Emilia IGP 2021
Oggi apriamo uno dei rifermentati in bottiglia, una linea pensata da Matteo Fangareggi per attrarre anche la sua generazione verso vini ben fatti, sempre freschi, di pronta beva, con un carattere certamente rappresentato dal nome: selvatico, tradotto dal dialetto locale. Sappiamo che i rifermentati in bottiglia conservano i lieviti, senza sboccatura e così riprendono il metodo dei nonni emiliani, evitando oggi i difetti di allora dovuti a lavorazioni fin troppo artigianali. Il tipico tappo a corona identifica questi frizzanti, qui da uve grechetto gentile, alias pignoletto. Si presenta di colore giallo dorato molto intenso, torbido come tutti i cosiddetti “vini col fondo”. Potete aprirlo tenendolo solo verticale, così avrete meno particelle in sospensione, oppure girare la bottiglia ancora chiusa sottosopra, lentamente, per avere uniformità di colore e di assaggi. La voluminosa schiuma riempie il calice e trasmette sensazioni di bolle ariose. Al naso questo frizzante è subito ricco di note agrumate forti, dal lime alla scorza d’arancia e pompelmo giallo, con latenze di fiori di campo ed erba sfalciata. Il palato è ricco, sempre piacevolmente acido, un bouquet fruttato
Abbinamento di mare: aragosta alla julienne
Abbinamento di terra:tigelle modenesi con fusione di lardo, Parmigiano-Reggiano grattugiato e flavour di rosmarino




