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I consigli

del nostro doctor sommelier

Thomas Coccolini Haertl

 

Medici Ermete

Questa settimana torniamo in Emilia e più precisamente in provincia di Reggio Emilia. Se si parla di lambrusco, è impossibile non citare Medici Ermete. Una storia, nata già nel 1890; Remigio Medici, anticamente proprietario di tre osterie sulla via Emilia, per valorizzare le vigne di famiglia decise di creare anche la cantina. La seconda generazione è quella di Ermete, a lui si deve il nome e la crescita della cantina, poi potenziata dai figli Giorgio e Valter. L’azienda è proprietaria di circa 80 ettari di appezzamenti coltivati interamente a regime biologico, divisi in 5 tenute nei territori più vocati alla produzione del Lambrusco fra Reggio e Modena. Nell’ultima tenuta entrata in famiglia si realizza il Lambrusco di Sorbara Phermento, un rifermentato in bottiglia. Oltre la produzione dei grandi numeri con il metodo Martinotti, negli ultimi anni Medici ha ripreso il Metodo Classico con il Gran Concerto e il Carezza. Oggi, con Alessandro Medici, la qualità è sottolineata dal loro prodotto di punta, Unique, un Lambrusco Marani in purezza, spumante Metodo Classico. Significativa è poi l’Acetaia dii famiglia, un altro ottimo motivo per visitare l’azienda.

 

Medici Ermete Unique Reggiano Lambrusco Metodo Classico Brut 2022

Medici Ermete, come dicevamo, con il Metodo Classico e in particolare con Unique ha voluto creare spumanti di qualità. Oltre alle bollicine bianche, è sempre interessante andare alla ricerca di un rosé, oltre le mode di questi ultimi tempi, perché in realtà è un vino di grande versatilità. In questo caso, la sboccatura di gennaio 2025 comporta una sosta sui lieviti non lunga, ma ne esiste una versione a tiratura limitata, sempre da uve Lambrusco Marani 100%, attualmente sul sito dell’azienda con 52 mesi sur lies. È di colore rosa vivace e intenso, con riflessi ramati, lucente e dalle bollicine piuttosto fini che subito riempiono il calice cremose, per poi dissolversi. All’olfatto trasmette una sensazione di croccantezza dei lieviti, delicatamente croissant, fra sentori di fragolina di bosco e una risonanza di pompelmo rosa. Al palato non pesa il dosaggio dichiarato da brut (probabilmente molto più basso) e le bollicine veicolano sulla lingua un gusto più acidulo, da frutta non ancora matura, ma piacevole, senza sbuffi alcolici e solo una velatissima astringenza. La persistenza e il retrolfattivo recuperano note di frutto rosso e agrume che puliscono bene il palato.

 

Abbinamento di mare: pasta corta con alici fresche, pomodorini e capperi

Abbinamento di terra: bomba di riso reggiana nella versione con funghi