WINECODE DEL GIOVEDÌ VI CONSIGLIA… UN VINO BIANCO DELLE MARCHE

Siamo in provincia di Ascoli Piceno con il Pecorino “Io sono Gaia non sono Lucrezia”2017 dell’azienda Le Caniette, da singolo vigneto. Delle tre figlie femmine di Giovanni è Gaia che dà il nome a questo vino quando all’età di sei anni su un foglio disegna l’etichetta e scrive “Io sono Gaia non sono Lucrezia”, per distinguersi dalla sorella.
Siamo a 400 metri di altitudine, terreni ventilati ma molto caldi e al tempo stesso profondi che guardano il Mar Adriatico, a circa dodici chilometri di distanza, ricchi di sabbie e con presenza di acqua. 
Dal 2012 si esegue una refrigerazione totale delle uve intere in cella frigorifera, una criomacerazione pellicolare dai 5 ai 10 giorni a 0 gradi per trasferire meno sostanze ossidanti e tannini nel vino e più sostanze aromatiche nella polpa. La fermentazione avviene in acciaio per circa trenta giorni, segue un anno in barrique di rovere francese della Loira per 1/3 nuove, 1/3 di un anno e 1/3  di due. L’obiettivo è avere note pulite e un tannino nobile che stabilizzi il vino. Tra la vendemmia e la messa in commercio passa un anno e mezzo. Il massimo gustativo di questo Pecorino si raggiunge dopo 5 o 6 anni. È appena uscita l’annata 2018, ma per i nostri gusti è ancora troppo giovane, più snella della 2017 che nel bicchiere è di un giallo paglierino brillante e invitante con riflessi oro. Il naso è intenso, ricco, con profumi netti dal floreale di acacia e camomilla al fruttato sontuoso e polposo di pesca gialla, pera, agrumi, frutta tropicale (banana), con sensazioni di pietra focaia, spezie e un leggerissimo tocco erbaceo, maggiorana e timo arrivano precisi. La spalla acida, che esalta i profumi e li mantiene nel tempo, regala una grande freschezza, tipica del Pecorino, il cui acido malico è elevato, in genere 4 g/l su 7,5 g/l di acidità totale, motivo per cui si sceglie di invecchiare il vino nel legno. La freschezza ben bilancia la morbidezza al palato. Il residuo zuccherino è sui 2 g/l, la dolcezza che si avverte è in gran parte del legno. Nel retrogusto la salvia, con ritorno di note iodate. Di allungo gustativo. Cinquemila bottiglie. Enologo Giovanni Vagnoni.

Un viaggio nelle Marche, non frettoloso, porta a vedere meraviglie” (Guido Piovene)

   OFFIDA DOCG PECORINO “IO SONO GAIA NON SONO LUCREZIA” 2017 – LE CANIETTE

 

A TAVOLA

 

Lo consigliamo anche come aperitivo con stuzzichini di formaggio fresco, ma dà il meglio di sé a tavola con antipasti di mare, affettati, primi e secondi di pesce, soprattutto con le crudità. Non si sbaglia con spaghetti alle vongole, riso con gamberi e verdure, pasta al pesto. E con le carni bianche. Un abbinamento marchigiano molto apprezzato è con la carne di  pollo o coniglio in bianco ‘ngiap, spezzata e rosolata in padella con salvia e rosmarino che riportano al vino. Da provare anche con le olive ascolane e con i ravioli incaciati.

 

Le Caniette

Contrada Canali, 23

63038 Ripatransone (AP) – Marche

Italia

Tel. 0039 0735 9200

Fax 0039 0735 91028

email: info@lecaniette.it

http://www.lecaniette.it

Informazioni di servizio

Tipologia: BIANCO SECCO
Annata:
Gradazione: 13,50%
Longevità: 15 ANNI
Temperatura servizio: 10°C
Formato: 0,75 L
Prezzo: 18€
Valutazione: