Il vino italiano rilancia la propria presenza negli Stati Uniti e sceglie New York come nuova vetrina strategica. Il debutto di Vinitaly.USA nella Grande Mela si chiude con numeri che confermano l’interesse del mercato internazionale: oltre 3.000 operatori provenienti da 40 Paesi e da 20 Stati dell’Unione americana, con una crescita del 36% rispetto all’ultima edizione di Chicago, organizzata nel 2025. Al Pier 36 sono arrivate 300 aziende, con un’offerta di 2.500 etichette Made in Italy, mentre gli incontri commerciali hanno superato quota 1.690. Presenti anche 222 operatori dei media.
Il dato più significativo, tuttavia, non è soltanto quello delle presenze, ma la composizione del pubblico. Il 60% degli accreditati appartiene infatti alla distribuzione e al canale Horeca, segmenti decisivi per trasformare la promozione in opportunità commerciali concrete. A rafforzare il profilo dell’evento è stato il programma di incoming realizzato da Veronafiere e ITA-Italian Trade Agency, che ha selezionato, invitato e ospitato quasi 800 top buyer, pari a circa il 27% del totale, provenienti da diversi Stati americani, Canada e Messico.

Inaugurazione Vinitaly.USA a NY, da sinistra: Giuseppe Pastorelli, Margherita Maimeri, Gianluca Caramanna, Riccardo Guariglia, Federico Bricolo, Matteo Zoppas, Alessandro Del Piero, Marco Peronaci, Stevie Kim e Giovanni Sacripante.

Un risultato che assume particolare rilevanza in una fase delicata per il settore, tra incertezze commerciali, dazi e trasformazioni nei consumi. Gli Stati Uniti restano infatti il principale mercato di riferimento per l’export vinicolo italiano. Secondo una recente indagine interna di Unione italiana vini, quasi il 75% delle imprese del campione indica proprio il mercato statunitense come area prioritaria sulla quale concentrare le risorse promozionali. Un dato che evidenzia quanto sia importante consolidare la presenza commerciale e rafforzare il rapporto con importatori, distributori e ristoratori.
“Siamo molto soddisfatti di questo debutto a New York e dei riscontri positivi delle aziende espositrici, che danno valore al lavoro condiviso con le istituzioni”, ha dichiarato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo. La manifestazione, sostenuta dai ministeri dell’Agricoltura, degli Affari esteri e del Turismo e realizzata in partnership con ITA, punta così a diventare uno strumento stabile per la promozione internazionale del vino italiano e dell’enoturismo.
Accanto al business matching si è svolta la tredicesima edizione di wine2wine Vinitaly Business Forum, con oltre 20 panel dedicati all’evoluzione della domanda americana, alle strategie per i diversi mercati statunitensi e alle opportunità legate al turismo del vino. New York è stata anche il palcoscenico dell’annuncio, da parte di Wine Spectator, delle 150 cantine selezionate per OperaWine 2027, in programma il 10 aprile alle Gallerie Mercatali di Verona.
L’offerta espositiva ha coinvolto anche collettive regionali, associazioni e consorzi, dal Friuli-Venezia Giulia al Lazio, dalla Sardegna all’Umbria, passando per l’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna, Italia del Vino e la Cooperativa produttori vitivinicoli di Matelica. Presenti inoltre Asti DOCG, Brunello di Montalcino, Prosecco DOC, Vini dell’Elba, DOC Sicilia, Lugana DOC e Vini delle Venezie DOC. Una rappresentanza articolata che restituisce la varietà del patrimonio enologico nazionale.
Ma il successo di una manifestazione non si misura soltanto attraverso il numero degli espositori o dei contatti avviati. La vera sfida sarà trasformare gli incontri in ordini, continuità distributiva e riconoscibilità dei marchi italiani. In un mercato competitivo, nel quale cambiano le abitudini di consumo e si ridefiniscono gli equilibri commerciali, non basta esserci: occorre saper interpretare le esigenze dei consumatori e costruire valore nel tempo. La promozione deve accompagnarsi a strategie condivise, investimenti mirati e una presenza costante sul territorio.
Per tre imprese vinicole su quattro gli Stati Uniti rappresentano dunque una priorità. Il debutto newyorkese sembra aver colto questa necessità, ma la prova decisiva si giocherà nei prossimi mesi, tra le conseguenze dei dazi e la capacità del sistema Italia di difendere le proprie quote di mercato.
Il calendario internazionale proseguirà con il Vinitaly Asia Roadshow: Hong Kong il 13 e 14 novembre, Shanghai il 4 dicembre e Bangkok il 7 dicembre. Segnali di una strategia che guarda oltre i confini europei e punta a sostenere la competitività del vino italiano sui mercati globali.